Giochi di percorso

Pochi semplici materiali per sfide all’ultimo metro, con dei classici giochi di percorso, capaci di appassionare tanto i nonni, quanto i loro nipoti. Tutti giochi che hanno caratterizzato i tempi in cui giochi e giocattoli erano un lusso riservato a pochi e ci si divertiva a giocare con pochi strumenti derivanti dagli scarti delle attività produttive.

I trampoli sono ottenuti da latte di metallo di medie e grandi dimensioni, a cui è stato assicurato uno spago attraverso due buchi opposti sul lato chiuso. Una volta saliti in equilibrio con i piedi su due latte, si tira lo spago di modo da camminare portandosele dietro ad ogni passo.

I tre mattoni nella versione proposta sono stati sostituiti da blocchi di legno di analoghe dimensioni, per evitare doloranti schiacciamenti di dita. Il gioco consiste nel camminare solo su di essi, continuando a spostare quello più indietro davanti agli altri per appoggiarci il piede, e così via.

Il kavello prende origine dalla cultura greca e consiste in un asse di legno a cui sono stati applicati due cubi nella parte sottostante e quasi alle estremità. Per procedere si deve salire con entrambi i piedi ponendoli più esternamente possibile e iniziando a barcollare spostando il baricentro e ruotando il bacino.

I sacchi di juta, recuperati da qualche venditore di caffè o di patate, rappresentano un gioco economico e intramontabile in cui saltare per raggiungere la meta prima dell’avversario.

Il cerchione della bicicletta, a cui sono stati smontati i raggi per ottenere solo la parte esterna, è un tipico gioco del nostro dopoguerra, dove i bambini con l’aiuto di un bastone fatto scorrere nella fessura lo facevano rotolare lungo un percorso prestabilito.